Da "Annuario dei
Campionati Karting 2006/2007" della FIK
IL KARTING IN ITALIA
GLI
ALBORI DELLA FIK E I SUOI PRESIDENTI
Il
Karting è sorto in Italia alla fine degli Anni
Cinquanta. Nato negli Stati Uniti, dopo aver
oltrepassato l’Atlantico il “go-kart” si è
diffuso in Inghilterra e poi si è affermato in Belgio e
in Francia, quindi ben presto ha superato le Alpi ed è
approdato in Italia, prima come “fenomeno” di
divertimento e di esibizione, poi diventato in breve
evento sportivo.
Si chiamava (e tuttora in ambienti non
specialistici viene chiamato) go-kart, ripreso molto
probabilmente dal nome della maggiore azienda
costruttrice americana, la californiana “Go-Kart Inc.”
che letteralmente in italiano significa “vai carretto”
(a parte la licenza linguistica del cambiamento del
vocabolo inglese da cart in kart).
Il
primo motore italiano
specifico da kart è di Giovanni Parrilla, nel
1958, fondatore della Moto Parilla.
In poco tempo sorgono manifestazioni spontanee, le prime
piste, i primi costruttori di telai e motori, ma
soprattutto i primi Karting Club, intesi come spontanee
aggregazioni di appassionati.
Nel
1960 nascono Karting Club a Livorno,
Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Ravenna.
Il primo raduno
nazionale di go-kart è indetto dalla CSAI all’Autodromo
di Monza per il 16 giugno 1960, ed è del 1960 il
primo Regolamento Nazionale “Veicoli K” varato dalla
CSAI. Il costo della Licenza (Juniores fra i 14 e i
18 anni, e Seniores oltre i 18 anni) era di 1.500 lire e
fin da quell’epoca i piloti dovevano essere soci
dell’ACI. I motori usati sono soprattutto di derivazione
motociclistica: Rumi, Vespa, Benelli, Mondial,
Lambretta. Per questo motivo inizialmente nel fenomeno
karting si inserì anche la Federazione Motociclistica
Italiana.
La
prima azienda italiana
a costruire kart in serie fu nel 1960 la Italkart,
fondata dai fratelli Nicolò e Luigi Donà delle Rose. Le
prime importanti gare cittadine di questi “lillipuziani
dell’asfalto” avvengono a Marina di Cecina, Cesena,
Padova, Brescia, Verona, Conegliano Veneto, Alessandria,
Borgo San Lorenzo, Castellamare di Stabia, Salò, e anche
a Livorno, considerata patria di questa nuova branca
dell’automobilismo sportivo per aver dato i natali al
primo kart italiano.
Già
nel 1960 si gettano i primi progetti per la
creazione della Federazione Nazionale Karting.
Nel settembre 1960 l’Automobile Club d’Italia comunica:
“Si è costituita in Roma, sotto il Patrocinio
dell’Automobile Club d’Italia, la Federazione
Italiana dei “Karting Clubs” e che la Federazione è
retta, in attesa della costituzione di regolari organi,
dall’ing. Guido Cattaneo, assistito dall’ing.
Alberto Rogano. La Federazione ha sede in Roma, nel
palazzo A.C.I., via Marsala, 8. In attesa della
costituzione di apposito organo, la disciplina sportiva
delle manifestazioni sarà curata dalla C.S.A.I. che è
delegataria del potere sportivo automobilistico da parte
dell’A.C.I.”.
A
metà febbraio 1961 a Livorno
è indetto dalla CSAI il primo Convegno Nazionale
Karting, dove viene ricordato, fra l’altro, che i poteri
sportivi spettano all’Automobile Club per tutti i
settori delle “quattro ruote”. Questa precisazione in
pratica è un chiaro messaggio alla F.M.I. per la sua
iniziale ingerenza sul karting. Nello stesso convegno
viene istituito un Comitato Nazionale Karting
formato da tre rappresentanti della CSAI (Cattaneo,
Ricci e Filippi), da tre rappresentanti di una
Commissione provvisoria (Comitato Costitutivo) con il
compito di dar vita a una Federazione Italiana dei
Karting Club (Carassia, Ricci, Brunacci), da due
rappresentanti della F.M.I. (Garelli, Secchi), dai
rappresentanti dei costruttori (Donà delle Rose, Gai).
Al Comitato Nazionale Karting spetterà l’incarico di
regolamentare tutta l’attività karting.
A Livorno viene deciso
che la nascente Federazione Nazionale Italiana dei
Karting Club (poi denominata Federazione Italiana
Karting), abbia il compito, fra l’altro, di
mantenere i necessari contatti con la CSAI per tutto
quanto si riferisce al karting, elabori lo statuto della
Federazione e convochi entro 60 giorni l’assemblea dei
rappresentanti dei club regolarmente costituiti.
L’assemblea provvederà all’approvazione dello statuto e
alle elezioni regolari delle cariche sociali.
La
costituzione ufficiale della FIK
avviene poco dopo, a Bologna, con atto notarile
dell’8 maggio 1961, al termine di un Convegno
Nazionale. Da quel momento la Federazione Italiana
Karting è riconosciuta dall’ACI ed è composta da un
Comitato Esecutivo, da un Consiglio Federale e da una
Commissione Sportiva. Il primo presidente della FIK è il
Dott. Ing. Roberto Carassia, bolognese. Furono
quindi i Karting Club, già allora presenti a centinaia,
regolarmente organizzati e legalmente costituiti, a dar
vita alla Federazione Italiana Karting, nel cui
Consiglio Nazionale figuravano anche elementi in
rappresentanza della Federazione Motociclistica Italiana
e dell’ACI-CSAI. A sua volta nella CSAI gli interessi
della FIK erano rappresentati da un proprio Consigliere
Nazionale. La sede della FIK fu stabilita a Bologna.
Nel
1961, in Europa,
il karting è già una grossa realtà. La Francia è
accreditata di 12.000 tesserati, l’Inghilterra di 5.500,
l’Italia di 2.000, la Germania di 1.000, il Belgio di
750, i Paesi Bassi di 400, la Svizzera e la Spagna di
300. Fra le curiosità del momento, siamo nel maggio
1961, va segnalata la prima gara italiana in salita
per kart, a Brescia, la Muratello-Monte Maddalenna,
per la cronaca vinta da Ennio Maffezzoli.
Il
primo Campionato del Mondo è datato 1959,
disputato a Nassau nelle Bahamas, e a vincerlo è il
“fanciullo prodigio del karting”, il biondino americano
di Miami Robert Allen su X-Terminator/McCulloch.
Il Campionato del Mondo si ripeterà poi nel 1960 e 1961,
e sarà sempre vinto da Bob Allen, ma il primo
Campionato del Mondo omologato dalla FIA è quello
del 1964 vinto da Guido Sala su Tecno/Parilla e
disputato alla Pista d’Oro di Bagni di Tivoli a Roma.
Fra
i maggiori impianti ancora in attività ad alto livello e
sorti proprio all’inizio degli anni Sessanta, ricordiamo
la Pista “Happy Valley” di Pinarella di Cervia, il
“Kartdromo Parma” di S. Pancrazio, il “Circuito di
Pomposa” di S. Giuseppe di Comacchio, la “Pista Azzurra”
di Jesolo e la già nominata “Pista d’Oro” di Roma, anche
se quest’ultima con un’attività ora ridotta solamente a
livello regionale.
La prima prova di Campionato del Mondo (classi 100 e
200) che si disputa in Italia è del 17 settembre 1961
alla Pista Rossa di Milano, quarto dei cinque
appuntamenti della serie iridata che in Europa comprende
anche una gara a Londra. Nel 1961 vengono organizzate
anche le prime fiere di karting, a Milano in
concomitanza con l’Esposizione Internazionale del Ciclo
e Motociclo, dove espose la Birel, e a Bari, alla 25.
Fiera del Levante per l’interessamento del dott.
Francesco Blasi, in quell’anno membro del Comitato
Esecutivo FIK nonché Consigliere Nazionale (in seguito
Segretario Generale).
Il 2
dicembre 1962,
nell’Assemblea Generale di Bologna, con una schiacciante
maggioranza viene eletto alla Presidenza FIK l’ing.
Giovanni Canestrini, un decano dei giornalisti
dell’automobile. In quella sede è approvato anche un
nuovo statuto dove la Federazione Italiana Karting
confluisce nel “Kart Club d’Italia”, organismo
operante sotto le direttive generali dell’Enal (Ente di
Diritto Pubblico). La sede legale viene spostata a Roma,
presso la sede dell’Enal. La denominazione ufficiale
diventa “Kart Club d’Italia - Federazione Italiana
Karting”. Ma nel volgere di un paio d’anni gli
ambiziosi programmi subiscono un forte
ridimensionamento. L’Enal praticamente si defila, i
tesserati diminuiscono sia in Italia che in tutta
Europa, e nel contempo nascono corporazioni a difesa dei
propri interessi.
Nel
1964 si costituiscono le prime associazioni di
categoria, quella dei costruttori, delle piste, dei
piloti. A
livello sportivo, il 1964 va ricordato per il primo
Campionato del Mondo indetto dalla CIK-FIA per kart
di 100 cc, con assegnazione del titolo individuale fra
rappresentative nazionali composte ciascuna di 4 piloti,
e con classifica finale al termine di 3 manche.
La
scelta per la sede di gara è la Pista d’Oro di Roma,
tradendo le attese della Pista Rossa di Milano. I piloti
italiani sono Ugo Cancellieri, Oscar Costantini (figlio
del presidente del CNK della CSAI, la cui scelta
nell’ambiente desta molte polemiche), Walter Eleonori e
Guido Sala. Il colore della divisa per l’Italia è il
rosso. Alla fine è un trionfo tutto italiano: 1. Sala,
2. Cancellieri, 3. Costantini, tutti su Tecnokart/Parilla.
In
Italia la crisi di tesserati è però sempre più evidente,
a fine 1964 sono solamente 882, per diminuire ancora nel
1965 toccando quota 682. Fra gli eventi dell’epoca, a
inizio 1965 c’è da segnalare un particolare
record di velocità per il kart, fatto registrare da
Livio Bolis con un kart speciale costruito dalla
Tony Kart su disegni del Royal K.C. di Milano
(presidente Edoardo Perrone) e motore Parilla
GP15 da 100 cc. Sul rettilineo di Monza, girando in
senso inverso all’attuale, dopo aver ricevuto la spinta
per la messa in moto da un altro kart da 125 cc, Bolis
fece registrare il nuovo record di velocità toccando
214,286 km/h.
Nel
1965 si incrinano le relazioni fra FIK/Karting Club
d’Italia e il Comitato Nazionale Karting della CSAI. A
inizio 1966 la FIK/Karting Club d’Italia e l’Enal
interrompono formalmente i rapporti. Il 20 febbraio, a
Firenze presso la sede dell’ACI, è indetto il convegno
Annuale del Karting con tutti i presupposti per
un’apertura di dialogo fra CSAI e Federazione, i cui
organismi erano entrati più volte in conflitto fra loro
sulle competenze dei poteri sportivi.
A
Firenze, il karting vive invece una vera e propria
scissione, da una costola del Karting Club d’Italia
nasce la Federazione Sportiva Karting che si
allinea all’Autorità Sportiva, determinando così nel
karting due organismi distinti. Presidente della FSK
viene eletto il giornalista livornese Orazio
Pettinelli. A settembre, in CSAI, l’ing. Alberto
Rogano diventa presidente del Comitato Nazionale
Karting al posto di Mario Costantini.
Intanto, a livello sportivo, nel mondiale di Copenhagen
arriva la vittoria della romana Susanna Raganelli
(Tecno/Parilla), unica donna nella storia a conquistare
il titolo iridato. Così per la terza volta consecutiva
il Campionato del Mondo è in mani italiane, dopo i
successi di Guido Sala nel 1964 e 1965.
A
livello nazionale, la FSK si rende promotrice
dell’istituzione dei Campionati Regionali, sotto l’egida
della CSAI. A fine anno fallisce un primo tentativo di
fusione fra Karting Club d’Italia e FSK, su
sollecitazione della CSAI, per ricostituire la
Federazione Italiana Karting, malgrado gli sforzi del
notaio dell’A.C. di Bologna dott. Alvisi.
L’opportunità però si ripresenta all’Assemblea
Nazionale del 27 novembre 1966 a Bologna, dove si
concretizza, non senza contrasti, la sospirata fusione
che ridà vita alla Federazione Italiana Karting,
con il varo di uno Statuto che richiama quello già
operante prima dell’intervento dell’Enal.
A
presiedere la Federazione viene nominato Orazio
Pettinelli. Fra i suoi progetti più interessanti, va
segnalata l’organizzazione dei Campionati Studenteschi
con un programma di educazione stradale impostato
insieme all’ACI e basato, oltre alla parte sportiva, su
una serie di lezioni teoriche sulla guida e la
circolazione stradale. Ma il progetto rimane tale, di lì
a pochi giorni Pettinelli, per i forti dissidi ancora
aperti, non accetta l’incarico.
E’
quindi il dott. Giovanni Gallo, romano, su designazione
del Comitato Karting della CSAI, a prendere in mano la
situazione in qualità di Commissario Straordinario per
la Federazione Italiana Karting. Il 26 febbraio 1967,
a Roma presso il Palazzo del CONI, è indetta l’Assemblea
Straordinaria della FIK, per l’approvazione di un nuovo
Statuto, che fra l’altro prevede l’elezione del
Presidente con delibera del Consiglio Federale e non più
con voto espresso dall’Assemblea. Presidente viene
eletto Giovanni Gallo, segretario viene nominato
Francesco Blasi. E’ la svolta. La FIK si avvia
concretamente verso un’utile opera di coordinamento per
l’attività sportiva del karting.
Si
instaura da subito uno spirito di grande collaborazione
con il Comitato Nazionale Karting della CSAI, con una
delineazione delle sfere di competenze dei due
organismi. Al Comitato sono riservati i poteri
dell’Autorità Sportiva, alla FIK il compito di
coordinare e incentivare il karting in tutte le sue
forme e manifestazioni. Nel contempo la sede della FIK
si trasferisce definitivamente presso la CSAI. Le grandi
controversie sono terminate. La Federazione Italiana
Karting diventa finalmente una realtà.
Si
entra negli Anni Settanta, e si
avvicendano altri presidenti. Nel marzo del 1971
il dott. Giovanni Gallo si dimette da Presidente FIK per
incompatibilità della carica con quella assunta di
Presidente del Comitato Nazionale Karting. Viene quindi
nominato Commissario Straordinario il dott. Vincenzo
Morana che dopo pochi mesi, il 20 novembre 1971, assume la carica di
Presidente FIK.
Il 15 ottobre 1973 gli succede il bresciano
Walter Bertoli.
Il 16 novembre 1974 viene eletto Presidente FIK il Dott.
Gino Ziviani, milanese, che resta in carica fino
al 1979, quando si dimette per ragioni di salute.
Il 28 ottobre 1979 è eletto alla carica di
Presidente il dott. Franco Pirro,
romano, già Vice Presidente FIK, papà di Emanuele campione prima nel karting e
poi nell’automobilismo fino ad essere fra i maggiori
protagonisti in Formula 1 e nel Mondiale Sport.
Il
più longevo fra i presidenti è senza dubbio il perugino
Oddino Domenichini, entrato nel Consiglio
Nazionale nel 1981 e poi diventato presidente nel 1987. Domenichini viene regolarmente confermato ad ogni
elezione nella massima carica fino al 2000.
Il 7 giugno 2000 il Consiglio Nazionale elegge
Presidente l’avvocato Domenico Gareri, di
Catanzaro, che conclude regolarmente il suo mandato fino
a dicembre 2003.
Le
nuove elezioni portano alla ribalta il trapanese
Gaspare Anastasi, che il 14 febbraio 2004
viene eletto Presidente, ma dopo appena 6 mesi si dimette.
Il 12 febbraio 2005 il Consiglio Nazionale elegge
Presidente della FIK
Giuseppe Nervi, bresciano, persona estremamente
equilibrata e profondo conoscitore del karting in tutti
i suoi aspetti.
I
Presidenti della Federazione Italiana Karting
 |
Ing. Roberto Carassia
Presidente FIK 1961 - 1962 |
 |
Ing. Giovanni Canestrini
Presidente FIK 1962 - 1966 |
 |
Dott. Giovanni Gallo
Presidente FIK 1967 - 1971 |
 |
Dott. Vincenzo Morana
Presidente FIK 1971 - 1973 |
 |
Sig. Walter Bertoli
Presidente FIK 1973 - 1974 |
 |
Sig. Gino Ziviani
Presidente FIK 1974 - 1979 |
 |
Sig. Franco Pirro
Presidente FIK 1979 - 1986 |
 |
Sig. Oddino Domenichini
Presidente FIK 1987 - 2000 |
 |
Avv. Domenico Gareri
Presidente FIK 2000 - 2003 |
 |
Geom. Gaspare Anastasi
Presidente FIK 2004 |
 |
Sig. Giuseppe Nervi
Presidente FIK 2005 - 2007 |
Federazione Italiana Karting
Ufficio Stampa